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Circolare n. 5/2024 – Novità regime Impatriati 2024

Vengono riepilogate di seguito le novità principali previste dal nuovo regime Impatriati 2024.

Sommario

Soggetti interessati

Accesso al regime Impatriati 2024

Importo del beneficio

Maggio beneficio con figli minori

Durata regime

Clausola salvaguardia

De minimis

Soggetti interessati

Il c.d. regime Impatriati consiste in una specifica agevolazione fiscale riservata ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia dal 2024 e percepiscono redditi di lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arti e professioni prodotti in Italia. Di seguito le novità introdotte dalla legge di bilancio 2024.

Accesso al regime Impatriati 2024

Il beneficio connesso al regime è concesso al ricorrere delle seguenti condizioni:

  • i lavoratori non devono essere stati fiscalmente residenti in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il loro trasferimento.

Se il lavoratore presta l’attività lavorativa nel territorio dello Stato in favore dello stesso soggetto presso il quale è stato impiegato all’estero prima del trasferimento oppure in favore di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo, il requisito minimo di permanenza all’estero è di:

sei periodi d’imposta, se il lavoratore non è stato in precedenza impiegato in Italia in favore dello stesso soggetto oppure di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo;

sette periodi d’imposta, se il lavoratore, prima del suo trasferimento all’estero, è stato impiegato in Italia in favore dello stesso soggetto oppure di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo;

  • i lavoratori si impegnano a risiedere fiscalmente in Italia per almeno cinque anni;
  • l’attività lavorativa deve esser prestata per la maggior parte del periodo d’imposta nel territorio italiano;
  • i lavoratori devono essere in possesso dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazione come definiti dal D.Lgs n. 108/2012 e dal D.Lgs n. 206/2007;
  • il beneficio è limitato ai cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) e, ove non siano iscritti alla stessa Anagrafe, a quelli che abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi, per il triennio di permanenza all’estero.

Importo del beneficio

Il reddito di lavoro concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile annuo limitatamente al 50% entro il limite annuo di 600.000 euro.

Maggio beneficio con figli minori

L’agevolazione è maggiore nel caso in cui il lavoratore trasferito in Italia abbia figli minori. In particolare, la percentuale di reddito che concorre alla formazione del reddito complessivo è del 40% (beneficio di reddito esente pari al 60%) nel caso di:

  • un lavoratore che si trasferisce in Italia con un figlio minore;
  • nascita di un figlio ovvero di adozione di un minore di età durante il periodo di fruizione del regime.

In tale caso il maggior beneficio è fruito a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

NB. La maggiore agevolazione si applica a condizione che, durante il periodo di fruizione del regime da parte del lavoratore, il figlio minore, ovvero il minore adottato, sia residente nel territorio dello Stato.

Durata regime

La durata del regime agevolato è di 5 anni, decorrenti dal primo periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza fiscale e nei quattro periodi d’imposta successivi.

NB. Il regime Impatriati 2024 si applica a coloro che conseguono la residenza fiscale in Italia a decorrere dal periodo d’imposta 2024.

Clausola salvaguardia

La disciplina relativa al regime Impatriati 2024 prevede due clausole di salvaguardia.

In particolare,

  • le regole sul regime degli Impatriati del 2023 continuano a trovare applicazione per i lavoratori che hanno trasferito la loro residenza anagrafica in Italia entro il 31 dicembre 2023 ovvero, per i rapporti di lavoro sportivo, che hanno stipulato il relativo contratto entro la stessa data;
  • limitatamente ai soggetti che trasferiscono la loro residenza anagrafica nell’anno 2024, il regime si applica per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia.

In tal caso i redditi, negli ulteriori tre periodi di imposta, concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare.

De minimis

Le citate agevolazioni spettano nei limiti del regime de minimis, come previsto dall’art. 8-bis DL n. 148/2017 convertito in Legge n. 172/2017 che rimanda:

  • al Reg. UE n. 1407/2013
  • ai Reg. UE n. 1408/2013 e n. 717/2014, contenenti rispettivamente le regole applicabili al settore agricolo e al settore della pesca e acquacoltura.

NB. Le regole de minimis, per quanto non specificato, si ritiene limitino il beneficio dei soli redditi di lavoro autonomo, mentre non trovano applicazione per i redditi di lavoro dipendente.